La variabile che da sempre governa e regola la vita dell’uomo è il tempo plasmando le sue scelte. Infatti, New York è diventata la città più grande del mondo ad avere dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale e ciò accadeva il 26 Giugno di quest’anno

“New York, essendo la più grande città degli Stati Uniti, può agire come leader globale guidando la transizione verso l’energia rinnovabile e gli sforzi per contrastare l’emergenza climatica”, è possibile leggere nella risoluzione che dichiara l’emergenza climatica.

E’ arrivato il momento di darsi da fare!

Tale risoluzione, è stata presentata dal membro del Consiglio Benjamin Kallos e Costa Constantinides nella figura del presidente della Commissione per la protezione dell’ambiente.

E’in atto una vera e propria crisi climatica e l’obiettivo comune deve essere quello di intraprendere azioni correttive per proteggere i suoi cittadini o sarà la fine.

L’aumento del livello del mare e degli uragani sono tra le minacce che incomberanno senza alcuna pietà se l’uomo non inizia ad agire per difendere la propria casa. E’arrivato il momento di affrontare il problema della crisi climatica per capire come siamo arrivati a questo punto e quali sono le strade da intraprendere per salvare il nostro paese.

La dichiarazione ha un valore simbolico e non comporta l’adozione automatica di misure destinate alla riduzione delle emissioni.

È davvero significativo affermare che effettivamente, lo stato di emergenza ambientale sia stato dichiarato dalla più grande città degli USA, nazione che, in modo irrefrenabile, ha contribuito in modo sproporzionato all’emergenza climatica e molto spesso ostacolato gli sforzi globali per avviare una cooperazione verso lo sviluppo della green economy, non solo come materia di studio ma come modello da applicare a livello globale per consentire all’uomo di poter svolgere le proprie attività in sicurezza nei riguardi dell’ambiente naturale.

Nella risoluzione approvata dal Consiglio della città di New York è possibile leggere infatti “Gli Stati Uniti d’America hanno una straordinaria responsabilità nel rispondere rapidamente alle minacce legate al clima che cambia”.

Un ruolo fondamentale nel fare in modo che la Grande Mela dichiarasse lo stato di emergenza climatica è stato il gruppo newyorkese “Extinction Rebellion NYC” che nasce dal movimento di disobbedienza in favore del clima.

Lo scopo di questo movimento è quello di chiedere interventi urgenti per arrestare la crisi climatica ed ambientale. La loro azione è stata quella di promuovere la dichiarazione testimoniando all’udienza del consiglio stesso e scendendo in piazza, in modo attivo,  per chiedere ai governatori di intervenire in maniera concreta una volta per tutte.

Come dichiara Rory Varrato, portavoce del movimento:

“Questa dichiarazione di emergenza climatica da parte del Consiglio della città di New York è un passo urgente e necessario. Le grandi città del mondo possono e devono mostrare come questa terribile crisi planetaria può essere affrontata attraverso l’azione locale, divenendo catalizzatori di cambiamenti positivi”.

 Da tale iniziativa ne sono scaturite molte altre che stanno cercando di mettere in moto un meccanismo di collaborazione a livello mondiale per scongiurare la fine della civiltà cosi come la stiamo vivendo oggi.

Risulta significativa l’iniziativa del “Climate clock” il quale segna quanti anni, quanti giorni, quante ore e quanti minuti l’umanità intera ha a disposizione prima di una catastrofe climatica considerata irreversibile.

L’idea è di due artisti americani, ovvero Gan Golan e Andrew Boyd che Sabato 19 Settembre 2020 hanno mostrato nel quartiere di Union Square, in particolare a ridosso dell’omonima piazza, l’installazione “Climate Clock”.

Si tratta di un orologio digitale a tutti gli effetti che però non segna il tempo come un comune orologio ma indica, con un’enorme scritta rossa  quanto poco tempo resta all’umanità, prima di andare incontro ad un’irreversibile emergenza climatica.

In verde viene indicata la percentuale di energia da risorse rinnovabili che è ancora disponibile. Il gioco a questo punto potrebbe apparire semplice, infatti sarebbe sufficiente che la seconda misurazione arrivasse al 100 per cento, senza che l’altra arrivi a zero.

Questa è la vera sfida!

Tale installazione resterà visibile fino al 27 Settembre 2020 ma quello che dovremmo fare è tenere ben impressa quest’immagine nella nostra memoria quando ci capita di voler gettare una carta a terra, un mozzicone nel prato, l’olio di frittura nel lavandino della cucina.

Bisogna avere fretta!

In un mondo assolutamente frenetico inseguiamo continuamente migliaia di impegni e cerchiamo di raggiungere risultati ed obiettivi nel minor tempo possibile, e la sfida con il pianeta?

Non può più aspettare. Forse dovremmo prenderci un minuto di pausa dalla frenesia quotidiana per capire cosa facciamo davvero per salvare il mondo.

Il tempo è arrivato, ci basterà?

 Martina Astone