Il 28 luglio 2021 è stato approvato definitivamente il decreto-legge 31 maggio 2021 n. 77 (c.d. decreto Semplificazioni). Nella seconda parte del decreto sono previste misure di semplificazione che incidono in alcuni dei settori oggetto del PNRR (tra cui la transizione ecologica, le opere pubbliche, la digitalizzazione) al fine di favorirne la completa realizzazione. 

Per promuovere l’economia circolare il d.l. n. 77/2021 propone, tra le altre, le seguenti modifiche alla disciplina rifiuti. Si sintetizzano di seguito le principali novità. 

Modifiche all’end of waste L’art. 34

Interviene sulla cessazione della qualifica di rifiuto per razionalizzarne e semplificarne l’iter procedurale. Per stabilire i criteri dettagliati di End of Waste nell’ambito delle singole procedure autorizzative ordinarie, integrate o sperimentali è stato infatti introdotto un parere obbligatorio e vincolante di ISPRA o ARPA, in precedenza non previsto

Nuovo allegato D – Elenco dei rifiuti 

È stato integralmente sostituito l’elenco dei rifiuti di cui all’Allegato D alla Parte IV. Tra le modifiche più significative si segnalano: 

  • l’eliminazione della voce 07.02.18 “scarti di gomma” non prevista dalla decisione 955/2014; 
  • la modifica della denominazione della voce 17.05.05* e 17.05.06 da “fanghi di dragaggio” a “materiali di dragaggio”; 
  • l’introduzione della categoria 13.04 riferita agli “Oli di sentina” 

Chiarita la gestione dei rifiuti da manutenzione delle reti fognarie

In sede di conversione in legge, la novella ha previsto la sostituzione dell’art. 230 comma 5, in tema di rifiuti da manutenzione delle reti fognarie. La nuova formulazione aggiunge al testo previgente: 

una specificazione per la quale nelle reti fognarie sono comprese anche “le fosse settiche e manufatti analoghi nonché i sistemi individuali di cui all’art. 100 comma 3 ed i bagni chimici”, in coerenza con i chiarimenti ministeriali del 14 maggio scorso

la raccolta ed il trasporto di questi rifiuti sono accompagnati da un unico documento di trasporto per automezzo e percorso di raccolta; 

il modello di documento di trasporto sarà definito dall’Albo Nazionale gestori ambientali entro sessanta giorni; 

oltre all’iscrizione alla pertinente categoria dell’Albo Nazionale, chi svolge attività di pulizia manutentiva di reti fognarie deve essere iscritto “all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi di cui all’art. 1 della legge 6 giugno 1974, n. 298”. 

Procedimenti semplificati per gli impianti mobili di trattamento rifiuti

Una rilevante modifica viene apportata al comma 15 dell’art. 208, in tema di impianti mobili per lo smaltimento ed il recupero di rifiuti, prevedendo che la comunicazione della campagna di trattamento debba essere trasmessa non più 60 giorni prima dell’attività, bensì 20 giorni prima. 

Nella medesima ottica di semplificazione procedimentale, è stata modificata la lett. zb), del punto 7 dell’allegato IV alla parte II, in tema di verifica di assoggettabilità a VIA. Gli impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno non saranno sottoposti a screening qualora

si tratti di impianti mobili per il recupero di rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione, se la campagna ha una durata inferiore a 90 giorni

si tratti di impianti mobili di trattamento di rifiuti non pericolosi, se la campagna di attività ha durata inferiore a 30 giorni

Le eventuali successive campagne di attività sul medesimo sito saranno invece sottoposte a screening di VIA qualora le quantità di rifiuti trattate superino i 1.000 mc/giorno. 

La fine del concetto di assimilazione dei rifiuti

Come noto, a fare data dal 1° gennaio 2021 non si parla più di rifiuti speciali assimilati agli urbani ma, unicamente, di rifiuti speciali o di rifiuti urbani. In questo contesto, la novella interviene sopprimendo in tutta la parte IV, titolo I del Codice dell’Ambiente (oltre che all’art. 258), le parole “e assimilati”. la modifica introdotta all’art. 184 comma 2 in sede di conversione specifica che i rifiuti qualificati urbani sulla base dei nuovi allegati L- quater ed L-quinquies. 

Le esclusioni dalla disciplina dei rifiuti

Le ceneri vulcaniche vengono inserite nell’esclusione dalla disciplina rifiuti che riguarda il terreno escavato e non contaminato riutilizzato nello stesso sito ai fini di costruzione (185 comma 1 lett. c), «laddove riutilizzate in sostituzione di materie prime all’interno di cicli produttivi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente nè mettono in pericolo la salute umana». 

Altra modifica riguarda l’esclusione dalla disciplina rifiuti della posidonia spiaggiata, se reimmessa in mare o riutilizzata i fini agronomici o in cicli produttivi. L’esclusione originariamente operava fino al 31.12.2022, mentre oggi il limite temporale è stato eliminato. 

Eliminata l’attestazione di avvenuto smaltimento

La conversione in legge cambia l’impostazione sulla attestazione di avvenuto smaltimento. Il DL chiariva, specificandolo, che l’attestazione era riferita all’avvio a smaltimento. Nella versione convertita in legge è stato mantenuto il riferimento al solo smaltimento intermedio ma, di fatto, l’attestazione è stata eliminata. 

È infatti specificato che in caso di conferimento di rifiuti a operazioni D13, D14 e D15 “la responsabilità per il corretto smaltimento dei rifiuti è attribuita al soggetto che effettua dette operazioni”. Il cambio di rotta è tanto evidente quanto eclatante, considerato che la responsabilità del produttore del rifiuto, in caso di conferimento dello stesso ad impianti di smaltimento intermedio (non definitivo), verrà meno nel momento del ricevimento della quarta copia del FIR. Tutte le fasi di gestione del rifiuto successive (fino allo smaltimento finale) saranno invece onere e fonte di possibili responsabilità soltanto del titolare dell’impianto intermedio. 

La modifica solleva grossi dubbi di legittimità costituzionale nella misura in cui introduce una disparità di trattamento tra chi conferisce i rifiuti per una delle suddette operazioni intermedia di smaltimento, rispetto a chi invece, nel rispetto dei principi della circular economy, li conferisce per il recupero (dove invece è rimasta inalterata sino all’impianto finale). 

A cura dell’Ing. Antonio Mozzillo