Giornata Mondiale dell’Educazione

Il mese di Ottobre è il mese dedicato all’educazione sulla tutela ambientale.

In particolare in questo mese ricorre la “Giornata Mondiale dell’Educazione Ambientale” in data 14 ottobre. L’obiettivo di tale ricorrenza? Sempre lo stesso! C’è bisogno di diffondere maggiore consapevolezza e conoscenza sui rischi che la natura sta correndo a causa dei comportamenti sbagliati dell’uomo.Sentiamo parlare da tempo di quanto sia importante invertire la tendenza dell’attività umana ed industriale al fine di poter salvaguardare il pianeta. Molte le iniziative messe in campo ma non ci rimane molto tempo.
È necessario che tutti capiscano e conoscano che anche un fazzoletto gettato a terra, uno scontrino che non serve più o la carta della caramella, sono una piccola goccia in un mare di spazzatura che ormai ci sta sommergendo.
A pagarne le spese più alte sono gli esseri viventi indifesi contro tale barbarie: la flora e la fauna, in particolare ai circoli polari ma anche molte specie che fino ad oggi hanno convissuto fianco a fianco con l’uomo sono ormai a rischio estinzione.
La Giornata Mondiale sull’Educazione Ambientale è stata proclamata in Canada, nella città di Vancouver tre anni fa, nel 2017, in occasione dell’anniversario della storica conferenza dell’Onu in Georgia (Tbilisi nell’Ottobre del 1977).
Tale ricorrenza è stata indicata dal W.E.E.C. acronimo di World Environmental Education Congress ovvero il congresso internazionale incaricato di farsi portavoce di tutte le nuove strategie, educazionali, da mettere in campo per diffondere uno stile di vita sostenibile tra la popolazione a livello globale.
Tale evento dunque rappresenta un vero e proprio punto di riferimento, ma anche di svolta, per chi fa parte del settore ambientale, presentandosi come una reale opportunità per conoscere tutte le novità introdotte da tale materia e dalle tecnologie eco sostenibili.
Inoltre è sicuramente un’occasione di interscambio di opinioni e di confronto tra persone ed esperti di tutte le nazionalità sulle nuove misure da mettere in campo ed implementare in diversi paesi.
La data simbolica scelta per avere un punto di riferimento per tutti, deve essere un monito, un lume nella mente dei governanti e delle istituzioni che dovrebbero essere rappresentanti dei buoni comportamenti che dovrebbero avere i cittadini di un paese.
Solo così l’opinione pubblica potrà essere “formata” ed “informata” di quanto realmente sta accadendo nel mondo che ci circonda.
La nostra società “dei consumi” che già ormai da 50 anni viene così definita, deve arrendersi di fronte ai soli interessi di lucro per adottare nuovi stili di vita più sani per l’ambiente e soprattutto nuovi modi di fare industria.
Molte persone tendono a pensare che l’ambiente sia solo quello naturale, un habitat riprodotto come in uno zoo, senza considerare che tutto quello che facciamo, produce inquinamento anche nelle nostre case. Un banale scarico nel lavandino, la scelta di detersivi aggressivi (che hanno come base prodotti acidi) ma anche in cucina, l’errore è dietro l’angolo.
Anche una banale frittura come si dice “all’italiana” può nascondere delle insidie. Infatti, non molti sanno che l’olio, una volta utilizzato per la frittura è un RIFIUTO con tanto di codice CER che lo definisce!
Il suo corretto smaltimento è un vero e proprio dovere per cittadino ormai tanto quanto la plastica, la carta ed il vetro.
Il suo recupero e riciclo è necessario ed è per questo che molte amministrazioni comunali si stanno muovendo nella direzione di implementare ed installare appositi contenitori per la raccolta.
Parlare dunque, di educazione alla tutela dell’ambiente vuol dire far entrare nella mente delle persone che il rispetto dell’ambiente è tale come quello per tutte gli altri aspetti della vita quotidiana.
La sfida è aperta per tutte le generazioni, dagli anziani ai bambini, tutti devono essere educati al rispetto per la natura, nessuno escluso. Chiunque sente il bisogno ed il dovere di intervenire può e deve farlo, sia nella famiglia che in tutti gli altri aspetti della vita quotidiana degli uomini.In questo periodo storico c’è ancora maggior bisogno di intervenire per proteggere la natura, nel rispetto delle regole e della vita stessa.

#ReuseTheRefuse

Martina Astone

Tempo…basterà? New York e l’installazione “Climate Clock”

La variabile che da sempre governa e regola la vita dell’uomo è il tempo plasmando le sue scelte. Infatti, New York è diventata la città più grande del mondo ad avere dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale e ciò accadeva il 26 Giugno di quest’anno

“New York, essendo la più grande città degli Stati Uniti, può agire come leader globale guidando la transizione verso l’energia rinnovabile e gli sforzi per contrastare l’emergenza climatica”, è possibile leggere nella risoluzione che dichiara l’emergenza climatica.

E’ arrivato il momento di darsi da fare!

Tale risoluzione, è stata presentata dal membro del Consiglio Benjamin Kallos e Costa Constantinides nella figura del presidente della Commissione per la protezione dell’ambiente.

E’in atto una vera e propria crisi climatica e l’obiettivo comune deve essere quello di intraprendere azioni correttive per proteggere i suoi cittadini o sarà la fine.

L’aumento del livello del mare e degli uragani sono tra le minacce che incomberanno senza alcuna pietà se l’uomo non inizia ad agire per difendere la propria casa. E’arrivato il momento di affrontare il problema della crisi climatica per capire come siamo arrivati a questo punto e quali sono le strade da intraprendere per salvare il nostro paese.

La dichiarazione ha un valore simbolico e non comporta l’adozione automatica di misure destinate alla riduzione delle emissioni.

È davvero significativo affermare che effettivamente, lo stato di emergenza ambientale sia stato dichiarato dalla più grande città degli USA, nazione che, in modo irrefrenabile, ha contribuito in modo sproporzionato all’emergenza climatica e molto spesso ostacolato gli sforzi globali per avviare una cooperazione verso lo sviluppo della green economy, non solo come materia di studio ma come modello da applicare a livello globale per consentire all’uomo di poter svolgere le proprie attività in sicurezza nei riguardi dell’ambiente naturale.

Nella risoluzione approvata dal Consiglio della città di New York è possibile leggere infatti “Gli Stati Uniti d’America hanno una straordinaria responsabilità nel rispondere rapidamente alle minacce legate al clima che cambia”.

Un ruolo fondamentale nel fare in modo che la Grande Mela dichiarasse lo stato di emergenza climatica è stato il gruppo newyorkese “Extinction Rebellion NYC” che nasce dal movimento di disobbedienza in favore del clima.

Lo scopo di questo movimento è quello di chiedere interventi urgenti per arrestare la crisi climatica ed ambientale. La loro azione è stata quella di promuovere la dichiarazione testimoniando all’udienza del consiglio stesso e scendendo in piazza, in modo attivo,  per chiedere ai governatori di intervenire in maniera concreta una volta per tutte.

Come dichiara Rory Varrato, portavoce del movimento:

“Questa dichiarazione di emergenza climatica da parte del Consiglio della città di New York è un passo urgente e necessario. Le grandi città del mondo possono e devono mostrare come questa terribile crisi planetaria può essere affrontata attraverso l’azione locale, divenendo catalizzatori di cambiamenti positivi”.

 Da tale iniziativa ne sono scaturite molte altre che stanno cercando di mettere in moto un meccanismo di collaborazione a livello mondiale per scongiurare la fine della civiltà cosi come la stiamo vivendo oggi.

Risulta significativa l’iniziativa del “Climate clock” il quale segna quanti anni, quanti giorni, quante ore e quanti minuti l’umanità intera ha a disposizione prima di una catastrofe climatica considerata irreversibile.

L’idea è di due artisti americani, ovvero Gan Golan e Andrew Boyd che Sabato 19 Settembre 2020 hanno mostrato nel quartiere di Union Square, in particolare a ridosso dell’omonima piazza, l’installazione “Climate Clock”.

Si tratta di un orologio digitale a tutti gli effetti che però non segna il tempo come un comune orologio ma indica, con un’enorme scritta rossa  quanto poco tempo resta all’umanità, prima di andare incontro ad un’irreversibile emergenza climatica.

In verde viene indicata la percentuale di energia da risorse rinnovabili che è ancora disponibile. Il gioco a questo punto potrebbe apparire semplice, infatti sarebbe sufficiente che la seconda misurazione arrivasse al 100 per cento, senza che l’altra arrivi a zero.

Questa è la vera sfida!

Tale installazione resterà visibile fino al 27 Settembre 2020 ma quello che dovremmo fare è tenere ben impressa quest’immagine nella nostra memoria quando ci capita di voler gettare una carta a terra, un mozzicone nel prato, l’olio di frittura nel lavandino della cucina.

Bisogna avere fretta!

In un mondo assolutamente frenetico inseguiamo continuamente migliaia di impegni e cerchiamo di raggiungere risultati ed obiettivi nel minor tempo possibile, e la sfida con il pianeta?

Non può più aspettare. Forse dovremmo prenderci un minuto di pausa dalla frenesia quotidiana per capire cosa facciamo davvero per salvare il mondo.

Il tempo è arrivato, ci basterà?

 Martina Astone

Mare … legame indissolubile con l’uomo…

“Il cuore di un uomo è molto simile al mare, ha le sue tempeste, le sue maree e nelle sue profondità ha anche le sue perle”
Così scriveva Vincent Van Gogh del mare e del misterioso rapporto che lega l’uomo ad un abisso apparentemente senza confini. Il legame con questo elemento della natura, fondamentale per la sopravvivenza della specie umana, è sempre stato caratterizzato da un rapporto simbiotico e di reciproco affetto.

Da qualche anno a questa parte purtroppo questo rapporto risulta completamente sbilanciato.

L’uomo prevarica costantemente sulla natura, sui mari, sui boschi e chi più ne ha più ne metta, consapevole dei rischi ma convinto di poterli aggirare e di poter vincere una battaglia sull’autodistruzione del pianeta.

Ma siamo davvero tutti consapevoli dei gravi rischi per la salute del mare oppure viviamo in superficie senza considerare tutto quello che vive al di sotto? L’83% dei cittadini italiani, ritiene che sia già gravemente in pericolo. Le principali cause ormai sono ben note a tutti e sono, principalmente, plastiche e micro plastiche e altri rifiuti per una percentuale dell’80%.

Non di poco conto sono l’impatto degli inquinanti chimici per una percentuale del 77% e degli effetti dei cambiamenti climatici causati dall’incuria dell’uomo, spesso poco collegati all’inquinamento delle acque.

I disastri ambientali poi sono all’ordine del giorno ormai e non sono altro che il frutto del progresso della tecnologia ed hanno caratterizzato tutto il ‘900 con il continuo versamento di petrolio nei mari di tutti il mondo. Uno dei disastri più gravi della storia risale al 1989 causato da una violenta esplosione che ha portato allo sversamento di 132000 tonnellate di petrolio sulle coste del Canada.

Anche l’Italia è stata scenario di gravi disastri marini come nel 1991, anno in cui la nave cisterna battente bandiera di Cipro  “Amoco Milford Haven”,  affonda al largo del Golfo di Genova. L’incidente provoca la morte di alcuni membri dell’equipaggio ma anche lo sversamento in mare di circa 144.000 tonnellate di greggio. Attualmente ciò che resta della nave giace  a circa 80 metri di profondità nelle acque Comune di Arenzano ed è considerato il più grande relitto “visitabile” in tutto il mare Mediterraneo.

L’uomo crea e distrugge e la natura si ribella a tutto questo.

Infatti, sempre nel 1991, nel corso della Prima Guerra del Golfo, si verificò una gravissima fuoriuscita di petrolio nel Golfo Persico per poi scoprire che fu l’esercito iracheno ad aprire deliberatamente le valvole delle condutture di petrolio in Kuwait, con l’obiettivo di impedire e di ostacolare lo sbarco dei soldati americani. Tutta la marea nera colpì le coste del Kuwait, Arabia Saudita ed Iran. Stando inoltre alle stime dei ricercatori, la quantità di petrolio che si dispersero nell’ambiente si attesterebbe tra 1.360.000 e 1.500.000 tonnellate.

Infine in tempi più recenti, anzi recentissimi possiamo ricordare quanto è accaduto alle isole Mauritius nel mese di Luglio 2020 ma potremmo citarne molti altri che hanno portato alla morte della flora e della fauna marina e soprattutto della preziosa barriera corallina.

Fortunatamente però il mare è un argomento che sta a cuore agli italiani, infatti la considerazione della sua importanza risulta molto vasta e davvero diffusa. Per tanto l’opinione pubblica appare fortemente convinta della grande urgenza di tutelare il mare, infatti, su una scala di importanza da 1 a 10, per il 45% degli intervistati il bisogno è davvero massimo ed urgente. Metà del campione, ritiene anche che la salvaguardia del mare sia necessaria al fine di mantenere l’ecosistema nei suoi naturali equilibri.

Tali informazioni sono state rilevate dall’indagine “Gli italiani e la tutela del mare e dell’ambiente” sostenuta dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica (OGS) con un campione di cittadini di tutt’Italia presenti alla conferenza stampa dell’8 Giugno 2020 in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani.

Tutti noi siamo convinti che la protezione del mare, attualmente non tutelata da alcuna giurisdizione nazionale, sia da attribuire a qualche ente, nazionale o sovranazionale, senza considerare la personale assennatezza che ciascuno di noi dovrebbe mettere in campo per garantire alle acque e alle forme di vita che le abitano, un ambiente sano e protetto.

E’ nostro dovere dunque preservare l’ambiente dall’inquinamento e la Lem Linea Ecologica Mangia srl è impegnata proprio in questo! Grazie all’attività di recupero degli oli vegetali esausti è possibile evitare uno dei tanti danni che molto spesso, noncuranti, causiamo all’ambiente marino.

Quasi sempre infatti, versiamo l’olio di frittura in mare… come? Semplice! Lo facciamo senza accorgercene attraverso il lavandino della nostra cucina, non di certo con delle enormi taniche versate nei fiumi o sulla spiaggia!

L’olio esausto di cucina è un mostro silenzioso, che allo stesso modo, silenziosamente, contribuisce alla morte e alla distruzione della fauna e della flora marina se non inizieremo a preoccuparci di recuperarlo in sicurezza, consentendo ad impianti specializzati di poterlo riciclare rimettendolo in natura sotto forma di carburante naturale.

Ogni minimo contributo che possiamo dare alla natura è fondamentale per garantire alla nostra ed alle future generazioni un modo ancora abitabile e vivibile cercando di limitare il più possibile di distruggere la natura che ci ha dato la vita.

Questo legame tra l’uomo è il mare, indissolubile ed indistruttibile deve essere suggellato con un cambio di mentalità da parte dell’intera umanità: non prevaricare ma collaborare con la natura, non sfruttare le sue risorse fino allo stremo ma proteggere tutte le specie viventi per custodire l’ecosistema.

Questo è quello che la Lem Linea Ecologica Mangia srl si propone di trasmettere con le innumerevoli iniziative messe in campo per coinvolgere la cittadinanza attiva alla tutela dell’ambiente, al recupero nel modo corretto dei rifiuti, compreso l’olio esausto vegetale.

Insieme possiamo valorizzare ciò che è rifiuto in partenza.

 Martina Astone

Il Carnevale di Putignano celebra quest’anno l’Ecosostenibilità. E il Gruppo Industriale Mangia non poteva mancare!

Quest’anno, con il Gruppo Industriale Mangia, festeggiamo il Carnevale a Putignano!

Una nuova partnership che ci rende particolarmente gioiosi ed orgogliosi, per un duplice motivo: il rilievo internazionale dell’evento che, nato da un’antica festa agricola pagana, giunge quest’anno alla 626esima edizione ed il tema individuato per il 2020, “La Terra vista dal Carnevale“.

Un tema perfettamente calzante con il nostro core business: da ben quattro generazioni, il Gruppo industriale Mangia profonde il proprio impegno aziendale principalmente nella raccolta degli olii alimentari esausti e più in generale sul rispetto dell’Ambiente.

Al tema dell’ecosostenibilità saranno ispirati quest’anno i carri allegorici, le maschere e le opere realizzate nell’antica arte della cartapesta, tramandata dai maestri cartapestai di Putignano, artigiani che, da generazioni, perpetuano e fanno rivivere riti e tradizioni secolari.

Un totem del gruppo Industriale Mangia è presente, h 24, dal 9 febbraio e fino al 1 marzo nella centralissima Piazza Aldo Moro di Putignano, per sensibilizzare le migliaia di turisti che affollano la Murgia in occasione del Carnevale, sul corretto smaltimento degli olii vegetali esausti.

Il totem del Gruppo Mangia si inserisce perfettamente nel fittissimo calendario di eventi che enti e associazioni mettono in piedi in occasione della festa più divertente dell’anno e che culmineranno nelle giornate di domenica 9, 16 e 23 febbraio e di martedì 25 febbraio per concludersi con la storica, tradizionale e folcloristicaFesta della Pentolaccia” di sabato 29 febbraio.

Particolarmente interessanti, dal nostro punto di vista aziendale, saranno i “Four Fridays for Future“, quattro focus sul tema della sostenibilità organizzati nei venerdì di febbraio: 4 occasioni per riflettere sulle sostenibilità delle nostre azioni quotidiane, come la raccolta degli olii che quotidianamente utilizziamo nelle nostre cucine per preparare, in questo caso, le tradizionali prelibatezze carnevalesche; ma anche quattro conversazioni per pianificare nuove azioni, a cominciare dalle esperienze virtuose già esistenti in Italia, come quella del Mangia Group, che invitano a riflettere sull’uso consapevole delle risorse, come lo sono gli olii esausti, al fine di salvaguardare e tutelare il nostro Pianeta.

Per questo, vi aspettiamo numerosi al nostro totem in Piazza Aldo Moro a Putignano, per condividere l’attenzione verso la Natura ed un momento di gioia, di festa e di divertimento di richiamo internazionale.

Da Venezia a Matera, l’Italia è finita sott’acqua. E se non facciamo dietrofront, dopo di noi, sarà veramente, il diluvio!

Non esistono più le mezze stagioni! Non è soltanto un detto, ma un’amara verità dei nostri tempi. I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti.

Poco più di 20 giorni fa, al Sud eravamo ancora al mare, sbigottiti per un clima così clemente e per un tepore così “anormale”.
Poi, d’improvviso, il freddo. E tutti noi siamo stati chiamati ad un repentino cambio di stagione – dalle canotte ai piumini – velocemente,  senza possibilità di tentennamenti. D’improvviso, l’Italia si è ritrovata sotto una pioggia incessante e dirompente, con venti forti, mareggiate ed esondazioni.
L’acqua alta a Venezia, Patrimonio dell’Umanità e gli allagamenti a Matera, Capitale europea della Cultura, sono soltanto l’emblema di un’emergenza precipitata su tutta la nostra penisola, da Nord a Sud, che, ancora una volta, ci ha mostrato la nostra vulnerabilità, rispetto a fenomeni metereologici più aggressivi del solito.
Eppure la scienza ci avverte da tempo: abbiamo esagerato! E stiamo ancora esagerando…
Abbiamo saccheggiato il pianeta, egoisticamente, solo per soddisfare i piccoli e i grandi “capricci” della nostra cultura “usa e getta”. Dimentichi del fatto che siamo noi ad aver bisogno di un pianeta in buona salute e non viceversa: il pianeta sopravvive anche con 10 gradi in più o in meno, noi No!
Per questo è arrivato il momento di fare dietrofront. E non bastano più i soliti, piccoli e occasionali provvedimenti cosiddetti “in favore dell’ambiente”. Urge oggi una “rivoluzione culturale” mondiale, che coinvolga tutti gli abitanti di questo pianeta, nessuno escluso.
Ciascuna nostra azione, privata o collettiva che sia, deve partire dalla consapevolezza che è nostro compito “custodire” le risorse naturali disponibili, e non depredarle, perché in Natura tutto è “connesso” e ciascun elemento ha un suo valore imprescindibile ed è indispensabile alla sopravvivenza dell’altro e alla sopravvivenza stessa del genere umano.
E siamo noi e i nostri figli, gli ultimi, ad avere la possibilità di invertire la rotta.  Perché in alternativa, per citare una frase storica, “Après nous“, dopo di noi, sarà veramente “le deluge“, il diluvio.

Greenblog, l’Informazione dalla parte del Pianeta
a cura di Anna Fiore – Gruppo Industriale Mangia

Greenblog, l’Informazione dalla parte del Pianeta | a cura di Anna Fiore – Gruppo Industriale Mangia

Ha inizio oggi una nuova avventura del Gruppo Industriale Mangia: il Greenblog, un blog aziendale di notizie ambientali, al servizio di tutti. Il Gruppo industriale Mangia intende dare così il proprio contributo al mondo della comunicazione ambientale, in favore di un’informazione ‘pulita’, dalla parte del Pianeta, al fianco della Natura.

Il pianeta prima di tutto“, questo il leitmotiv scelto dai fratelli Mangia per questo blog, il filo conduttore degli articoli che di volta in volta saranno pubblicati, consapevoli che sui mass media tradizionali, ancora troppo poco spazio è dedicato all’emergenza ambientale che stiamo vivendo e che mette a repentaglio la nostra stessa sopravvivenza. Non è un’esagerazione lo dice la Scienza.
Ed è proprio ai dati e agli studi scientifici che vogliamo dare eco prima di tutto.

Greenblog comunicherà le buone pratiche ambientali a livello comunitario, nazionale, regionale, locale. Intendiamo dare voce agli esponenti dell’associazionismo, della società civile, della politica e della green economy, a quanti, come noi, lavorano quotidianamente per il benessere del pianeta, senza distinzioni di razza, di sesso, di religione. Eh già, perché va ricordato che in campo ambientale non esistono confini geografici e nazionalità: il Pianeta Terra è uno soltanto, e tutti noi lo abitiamo in qualità di “ospiti”, per questo siamo tenuti a preservarlo, perché sia vivibile anche per i nostri figli e per le generazioni future.

Greenblog sarà uno strumento per acquisire maggiori consapevolezze sullo stato di salute dell’Ambiente. Consapevolezze che possano incidere sui comportamenti, per ridurre il più possibile la nostra impronta ecologica, ovvero l’impatto devastante che le attività e i consumi dell’uomo hanno sulle risorse limitate di nostra Madre Terra.

Dobbiamo invertire la rotta e tutelare ogni singolo anello dell’Ecosistema Terra, sapendo che il danno ad uno solo degli esseri viventi danneggia tutti gli altri irrimediabilmente, causando l’estinzione di specie animali e vegetali.

Greenblog comincia in via sperimentale con una cadenza quindicinale. L’augurio è che possa incontrare l’interesse di tanti ed anche il contributo di quanti vorranno segnalarci eventi ed iniziative di interesse collettivo in materia ambientale.