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M’illumino di Meno edizione 2021

Tutto il Mangia Group partecipa a M’illumino di Meno,la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata da Caterpillar e Radio2 nel 2005: l’edizione 2021 torna venerdì 26 marzo ed è dedicata al “Salto di Specie”, l’evoluzione ecologica nel nostro modo di vivere che dobbiamo assolutamente fare per uscire migliori dalla pandemia
https://www.raiplayradio.it/…/Millumino-di-Meno…

10 Anni di guerra in Siria

In questi giorni decorre il terribile anniversario dell’inizio della lunga e sanguinosa guerra in Siria. Una straziante decade in cui a farne le spese sono sempre i più piccoli, i più indifesi: i bambini.

La Lem vuole abbracciarli tutti. Condividere il loro dolore ma soprattutto contribuire e stare al fianco di chi si impegna attivamente affinché più a nessun bambino sia rubata l’infanzia, sia distrutta la casa e sia negato il diritto ad avere una famiglia o qualcuno che semplicemente possa raccontare loro una favola prima di dormire. Non possiamo essere ciechi o girarci dall’altra parte di fronte a tanto dolore.

Dobbiamo fare la nostra parte… Doniamo e sosteniamo chi opera sul campo per proteggere i nostri bambini, i bambini siriani.

MUD 2021

MUD: quest’anno dovrà essere presentato entro il 16 giugno 2021

Pubblicate in Gazzetta nuove regole per la compilazione

RIFIUTI

In base all’articolo 6 comma 2-bis della Legge 25 gennaio 1994 n.70 istitutiva del MUD, qualora si renda necessario apportare, nell’anno successivo a quello di riferimento, modifiche ed integrazioni al modello unico di dichiarazione ambientale, le predette modifiche ed integrazioni sono disposte con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e, in tale ipotesi, il termine per la presentazione del modello è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del predetto decreto.

Sul Supplemento Ordinario n. 10 della Gazzetta Ufficiale di ieri, 16 febbraio 2021, è stato pubblicato il D.P.C.M 23 dicembre 2020, che approva il modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2021; pertanto il termine di presentazione del MUD è fissato al 16 giugno 2021.

A cura dell’Ing. Antonio Mozzillo

Limiti temporali alla messa in riserva di rifiuti (R13) Facciamo chiarezza!!!

Riferimenti normativi:

  • M. 05/02/1998 e ss.mm.ii.
  • MATTM 1121 – circolare_21_01_2019_stoccaggi

 

 

L’attività di messa in riserva è definita dal Codice dell’Ambiente all’art. 183 aa) come uno stoccaggio di rifiuti propedeutico al recupero, nonché attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti di cui al punto R13 dell’allegato C alla medesima parte IV”, ove la voce R13 così la definisce: “messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12, escluso il deposito temporaneo prima della raccolta nel luogo in cui sono stati prodotti.”

Come tutte le attività di gestione dei rifiuti, anche lo stoccaggio è soggetto a un regime espressamente autorizzativo, nonché agli specifici adempimenti amministrativi di comunicazione al Catasto rifiuti e di annotazione sul registro di carico e scarico rifiuti ex artt.189 e 190 T.U.A.

Nella disciplina autorizzativa vigente, le operazioni di stoccaggio destinati a operazioni di recupero (messa in riservaR13) possono essere assoggettate alle procedure semplificate di recupero, di cui all’art. 216 T.U.A. e/o ad altri procedimenti ambientali quali ex art. 208, A.I.A, ecc.

Molto spesso, per questioni di natura economica e tecnica, un rifiuto preso in carico in impianto in modalità R13, necessita di tempi di permanenza più o meno lunghi al fine di essere inviato a trattamento presso apposite realtà autorizzate ed essere valorizzato al meglio sia dal punto di vista ambientale che economico; questo perché la natura commerciale del rifiuto è strettamente correlata al mercato economico di appartenenza.

Considerando gli impianti autorizzati con procedura semplificata, il D.M. 5 febbraio 1998, all’art. 6 richiama la messa in riserva come operazione sottoposta alle disposizioni di cui all’art. 33 del D.Lgs. n. 22/1997 (oggi art. 216 del D.Lgs. n. 152/2006).

Lo stesso D.M. 05/02/98 stabilisce anche i limite temporali della messa in riserva dei rifiuti che poi dovranno essere avviati alle altre operazioni di recupero. Un’indicazione, può essere fornita dall’ art. 6, commi 4, 5, 6 del

D.M. 5 febbraio 1998 “Messa in riserva”.

I rifiuti messi in riserva devono essere avviati ad operazioni di recupero entro un anno dalla data di ricezione. Qualora si tratti di rifiuti pericolosi, l’art. 4, comma 1, lettere c) del D.M. n. 161/2002 dispone: “i rifiuti devono essere sottoposti alle attività di recupero con cadenza almeno semestrale che può essere estesa di ulteriori due mesi qualora ricorrano  motivate  situazioni  tecniche  riguardanti  la  gestione dell’impianto delle quali deve essere data tempestiva notizia alla provincia.”

 

 

In merito agli impianti autorizzati con procedura ordinaria, l’art. 208, nulla si dispone in merito alla durata della messa in riserva dei rifiuti destinati ad operazioni di recupero, ma si rimanda a quanto definito nei decreti ministeriali esistenti.

La Circolare Ministeriale MATTM 1121 – circolare_21_01_2019 recante le “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti” al paragrafo 6.1 (Modalità e accorgimenti operativi e gestionali) predispone l’opportunità che le autorizzazioni individuino, ai sensi dell’art. 208, comma 11, lett. c), del d.lgs. n. 152 del 2006, termini temporali massimi ragionevoli per le operazioni di stoccaggio nonché che le stesse rechino indicazioni sulla capacità massima di stoccaggio istantanea.

A tal riguardo, con riferimento alle tempistiche di stoccaggio dei rifiuti ed alla loro successiva destinazione, la stessa Circolare Ministeriale precisa che:

  • i rifiuti non pericolosi sui quali viene operata la messa in riserva (R13) vanno destinati ad impianti di recuperodi terzi preferibilmente entro sei (6) mesi dalla data di accettazione degli stessi nell’impianto. In ogni caso, pergli impianti in procedura semplificata ai sensi del M. 5 febbraio 1998 la messa in riserva di rifiuti non deve mai superare il termine massimo di dodici (12) mesi dalla data di accettazione nell’impianto; detto termine massimo può essere applicato in sede autorizzativa da parte delle autorità competenti anche agli impianti in procedura ordinaria o AIA;
  • i rifiuti pericolosi sui quali viene operata la messa in riserva (R13), secondo le procedure semplificate di cui al D.M. n. 161/2002, devono essere avviati a recupero entro il termine massimo di sei (6) mesi dalla data di accettazione degli stessi nell’impianto; detto termine massimo può essere applicato in sede autorizzativa da parte delle autorità competenti anche agli impianti in procedura ordinaria o AIA;
  • i rifiuti sui quali viene operato il deposito preliminare (D15) devono essere avviati alle successive operazioni di smaltimento entro massimo dodici (12) mesi dalla data di accettazione degli stessi nell’impianto, in virtù di quanto indicato all’art. 2, comma 1, lett. g) del d.lgs. n. 36 del

Il quesito che rende difficile l’applicazione del limite temporale in fase di controllo da parte delle autorità è dovuto ad una carenza di natura giuridica, poiché la circolare ministeriale rappresenta una linea guida che per avere “forza legge” deve essere assorbita dai provvedimenti autorizzativi ambientali in fase di rilascio.

Infatti il termine adottato dalla Circolare Ministeriale (“opportunità”) lascia intendere che le autorità

competenti (Provincie e Regioni) laddove ritengano necessario adottino nelle proprie autorizzazioni termini temporali massimi ragionevoli inferiori a quelli previsti nei due Decreti Ministeriali.

Il che significa che in assenza di prescrizioni a riguardo nei titoli autorizzativi rilasciati, la cadenza temporale prevista resta quella disciplinata dai due Decreti Ministeriali (05-02-98 e 186).

 

A cura dell’Ing. Antonio Mozzillo

PROCEDURE SEMPLIFICATE IMPIANTO STOCCAGGIO E RECUPERO RIFIUTI FAQ – Domande Frequenti

– Quali sono i riferimenti di legge riguardo le ‘procedure semplificate’?

o  D.Lgs. 03/04/2006 n. 152 artt. 214, 215 e 216, come modificato dal D.Lgs. 16/01/2008 n. 4.

–  Dove sono contenute le norme tecniche da rispettare per chi opera in ‘procedura semplificata’

  • Le norme tecniche sono contenute nel D.M. 05.02.1998 e nel D.M. 186 del 04.2006.

–  A chi richiedere il Certificato di Classificazione di Industria Insalubre? E qual è l’iter burocratico?

  • Presentare la richiesta al Comune dove si trova l’impianto.
  • Il comune trasmette pratica all’ASL di competenza che esprime proprio parere e classifica l’azienda come Industria
  • La Provincia, nelle more del rilascio del Certificato da parte dei Comuni, prescrive nel Decreto autorizzativo la trasmissione di detto Certificato entro il termine di 180 giorni, fermo restando l’acquisizione di una dichiarazione di atto notorio da parte della Ditta attestante l’iter della

–  E’ sempre necessario presentare il Certificato di Destinazione urbanistica e il Permesso a costruire?

  • Se nel certificato di agibilità viene richiamata la Destinazione urbanistica e il Permesso a costruire.
  • Se l’agibilità si autocertifica ai sensi dell’artt. 24 e 25 del D.P.R. 380/2001 (silenzio – assenso).

–  Per quali impianti bisogna presentare la dichiarazione di Conformità ai sensi del D.P.R. 380 del 2001?

  • Per l’impianto elettrico; i macchinari;

–  E’ importante specificare nella comunicazione di inizio attività quali operazioni di recupero la Ditta intende effettuare?     E qual è la potenzialità dell’impianto?

  • Specificare sempre se la Ditta intende effettuare solo l’operazione di Messa in riserva (R13) o anche quella di Recupero e specificare quale (R1, R2 ….R9);
  • Specificare la potenzialità dell’impianto, tenendo conto che deve essere sempre superiore al totale delle quantità di rifiuti richiesti. Le quantità di rifiuti da trattare devono avere, in ogni momento, un rapporto di 1mc/4mq rispetto alla superficie dell’impianto.

–  Il Certificato della Camera di Commercio deve essere in originale?

  • Deve riportare la dicitura di non fallimento e l’antimafia.

–  A chi richiedere l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera?

  • Alla Giunta Regionale della Campania – Settore Ambiente
  • Se l’attività dell’azienda produce emissioni scarsamente rilevanti, basta presentare una comunicazione di inizio attività con emissioni scarsamente rilevanti ai sensi dell’art. 272 del D. Lgs. 152/2006. La Regione formulerà la ’presa d’atto’ di tale comunicazione, a cui seguiranno gli accertamenti da parte degli Enti preposti al controllo. Se l’attività invece ricade negli allegati all’art. 269 del D. Lgs. 152/2006 si presenta una richiesta di autorizzazione alleemissioni in A seguito di tale richiesta la Regione convocherà una Conferenza di Servizi con gli Enti competenti in materia al fine di esprimere il parere su tale attività.

–  A chi richiedere l’autorizzazione agli scarichi delle acque reflue?

  • All’Ente gestore Idrico Campano
  • Se la Ditta è provvista di vasche a tenuta a svuotamento periodico, non necessita di autorizzazione agli scarichi.

–  Quando è necessario il Certificato Prevenzione Incendi C.P.I.?

  • Per le attività che ricadono nel D.P.R. 151/2011.

–  Quando si deve consegnare il Documento di Valutazione Rischi (D.V.R.)?

  • Entro 90 giorni dall’inizio dell’attività.

–  Che cosa è necessario scrivere nella relazione tecnica?

 

 

  • La descrizione dettagliata dell’impianto, comprensiva di dati tecnici quali ampiezza delle aree, destinazione delle aree,viabilità, modalità di gestione e stoccaggio, norme procedurali di settore, , la spiegazione del lay-out lavorativo in tutte le sue fasi lavorative.

–  Quali elementi bisogna inserire nella Rappresentazione grafica dell’impianto?

  • La Rappresentazione grafica dell’impianto deve corrisponde allo stato reale dei luoghi sia per quanto attiene gli edifici, p.es. ingresso, uffici, vie carrabili, ecc. sia per quanto concerne l’ubicazione dei macchinari, l’individuazione delle zone di conferimento rifiuti, di Messa in riserva, di stoccaggio materie prime, ecc. Nel grafico devono essere inserite le tipologie di rifiuti da trattare e le aree dove avvengono le operazioni di

 

Ing. Antonio Mozzillo